Fly Blind
Ceramic Pavilion, Le Nove Hotel, Vi.
Per affondare tra i multistrati della materia è necessario affrontare le sue dimensioni inaccessibili, relazionali e agenti, capaci di agire oltre l’intelligibilità umana. Riconoscere questo regno di possibilità insensibile ci trasporta in un volo alla cieca verso dimensioni che mettono in discussione le esclusioni delle norme del senso.
Il dislocamento del procedere senza sapere cosa accada diventa pratica per risvegliare una visione stratificata e vibrante, fondata su fiducia nell’inafferrabile e su un fare collettivo che supera desideri di comprensione e appropriazione. La collaborazione è l’eccitazione verso qualcosa di non ancora scovato.
FLY BLIND si inserisce in un parcheggio multipiano, tombato sui detriti di una ramificazione del torrente Longhella. Il pavimento è segnato da tombini, possibili accessi a dimensioni altre: elementi che, nella mostra, si intrecciano alle opere, poiché le opere cotte con forno elettrico sono collocate sui tombini dell’elettricità, quelle cotte a gas sui tombini del gas, e le opere costituite da bottiglie e fialette di vetro sui tombini che trasportano acqua. Questo sistema diventa uno scardinamento delle forme e un rimaneggiamento collaborativo della materia con lo spazio, dove co-agire è un atto politico.
Le opere di Alberto Scodro e Antonella Fiumara sono impulsi recettori che inglobano vibrazioni e materiali abbandonati, generando ambienti che non chiedono di essere conosciuti ma vissuti. Nascono da modalità collaborative guidate dal lasciar fare, da energie e processi materiali che prendono il sopravvento. Onorano la materia assemblando sostanze reiette ma vitali, impenetrabili a una sensibilità abituata alla chiarezza. Le presenze emergenti derivano da molte interazioni, tra cui la cottura che risignifica i frammenti.
Lasciamoci guidare dalla pratica di Fiumara e Scodro in questo volo alla cieca tra gli immaginari dell’insensibile, leggendo nelle fusioni di sedimenti e scarti nuove narrazioni che agiscono oltre ogni aspettativa.
Ife Collective
Per affondare tra i multistrati della materia è necessario affrontare le sue dimensioni inaccessibili, relazionali e agenti, capaci di agire oltre l’intelligibilità umana. Riconoscere questo regno di possibilità insensibile ci trasporta in un volo alla cieca verso dimensioni che mettono in discussione le esclusioni delle norme del senso.
Il dislocamento del procedere senza sapere cosa accada diventa pratica per risvegliare una visione stratificata e vibrante, fondata su fiducia nell’inafferrabile e su un fare collettivo che supera desideri di comprensione e appropriazione. La collaborazione è l’eccitazione verso qualcosa di non ancora scovato.
FLY BLIND si inserisce in un parcheggio multipiano, tombato sui detriti di una ramificazione del torrente Longhella. Il pavimento è segnato da tombini, possibili accessi a dimensioni altre: elementi che, nella mostra, si intrecciano alle opere, poiché le opere cotte con forno elettrico sono collocate sui tombini dell’elettricità, quelle cotte a gas sui tombini del gas, e le opere costituite da bottiglie e fialette di vetro sui tombini che trasportano acqua. Questo sistema diventa uno scardinamento delle forme e un rimaneggiamento collaborativo della materia con lo spazio, dove co-agire è un atto politico.
Le opere di Alberto Scodro e Antonella Fiumara sono impulsi recettori che inglobano vibrazioni e materiali abbandonati, generando ambienti che non chiedono di essere conosciuti ma vissuti. Nascono da modalità collaborative guidate dal lasciar fare, da energie e processi materiali che prendono il sopravvento. Onorano la materia assemblando sostanze reiette ma vitali, impenetrabili a una sensibilità abituata alla chiarezza. Le presenze emergenti derivano da molte interazioni, tra cui la cottura che risignifica i frammenti.
Lasciamoci guidare dalla pratica di Fiumara e Scodro in questo volo alla cieca tra gli immaginari dell’insensibile, leggendo nelle fusioni di sedimenti e scarti nuove narrazioni che agiscono oltre ogni aspettativa.
Ife Collective